Roma, 11 feb. (askanews) - Un tavolo lungo quattro metri per Emmanuel Macron, un tavolino da caffè, stretta di mano e abbraccio per il presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev. Motivo della differenza di trattamento riservato dal Cremlino al presidente francese e al collega kazako per i recenti colloqui con Vladimir Putin sarebbe stato il rifiuto del capo dell'Eliseo di sottoporsi a test molecolare anti-Covid. Secondo l'agenzia Reuters, rilanciata oggi da diversi siti russi, in vista dell'incontro con Putin il 7 gennaio a Mosca al presidente francese è stata offerta una scelta: sottoporsi a test effettuato da medici russi e potere quindi comunicare con Putin a una distanza più breve, oppure rifiutare e rispettare regole più severe. Una fonte al corrente del quadro sanitario dell'Eliseo ha spiegato il rifiuto di Macron di fare un test PCR in Russia per motivi di sicurezza: “Abbiamo capito molto bene che questo significava niente strette di mano e questo lungo tavolo, ma non potevamo permettere loro di ottenere il DNA del presidente". Una seconda fonte ha detto che Macron ha effettuato un test molecolare in Francia prima di partire e uno antigenico con l'aiuto del suo medico personale già una volta arrivato in Russia. Notoriamente iper-cauto riguardo il Covid, Putin dall'inizio della pandemia evita contatti diretti e ai suoi interlocutori russi venivano imposte ancora di recente quarantene di due settimane. Ora il protocollo del leader russo è meno rigido, come prova l'incontro ieri con il presidente kazako Tokayev: stretta di mano e un abbraccio con accenno di bacio sulla guancia, poi colloqui ravvicinati. La distanza imposta a Macron e quella minima con Tokayev suggeriscono allo stesso tempo il livello nei rapporti con l'ospite di turno. Macron è andato a Mosca per cercare di convincere Putin ad avviare una de-escalation in Ucraina, Tokayev è il presidente che per mettere sotto controllo i tumulti nel suo Paese lo scorso gennaio ha chiesto l'intervento della Csto, l'alleanza di Paesi ex sovietici a indiscussa guida russa.

Asan Ejunovski

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha definito “inopportuno” l’assalto alla zona industriale dell’acciaieria di Azovstal a Mariupol e ha ordinato di annullarlo. Il presidente ha però chiesto di isolare l’area in modo che “non voli una mosca”. Putin ha spiegato l’annullamento dell’assalto all’Azovstal con la volontà di salvare le vite dei soldati russi; e ha assicurato che garantirà la vita e un trattamento dignitoso ai soldati ucraini che si arrendono.
“Considero inopportuno il proposto assalto alla zona industriale. Ordino che venga annullato”, ha detto Putin in un incontro con il ministro della Difesa Sergei Shoigu, secondo l’agenzia russa Tass. “Questo è il caso in cui dobbiamo pensare (cioè dobbiamo sempre pensarci, ma ancora di più in questo caso) a preservare la vita dei nostri soldati e ufficiali. Non c’è bisogno di arrampicarsi in questa catacomba e strisciare sottoterra lungo queste strutture industriali”, ha aggiunto il presidente russo. “Chiudi questa zona industriale in modo che non ci voli una mosca”. E Shoigu gli ha risposto in maniera affermativa.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden annuncerà nuovi provvedimenti per l’Ucraina. L’ufficio presidenziale non ha fornito maggiori dettagli, ma poche ore prima la rete televisiva della Cnn ha assicurato che il governo degli Stati Uniti stava preparando un nuovo pacchetto di 800 milioni dollari in aiuti militari. Questo porterebbe a circa 3,4 miliardi di dollari l’assistenza militare che gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina, da quando la Russia ha invaso il Paese, il 24 febbraio scorso.

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