L’Iris Dena, affondata da un sottomarino statunitense al largo dello Sri Lanka, era considerata una delle unità più avanzate della Marina iraniana. Episodi simili sono estremamente rari nella storia recente: dopo la Seconda Guerra Mondiale si registrano solo due casi comparabili, quello dell’incrociatore argentino ARA General Belgrano, colpito nel 1982 dal sottomarino britannico HMS Conqueror durante la guerra delle Falkland, e quello della fregata indiana INS Khukri, affondata nel 1971 dal sottomarino pakistano PNS Hangor.

La Dena era un cacciatorpediniere della classe Moudge appartenente alla Flotta meridionale della Marina della Repubblica islamica dell’Iran. L’unità stava rientrando dall’International Fleet Review 2026 di Visakhapatnam, in India.

Lunga 94 metri e con un dislocamento di circa 1.500 tonnellate, la Dena rappresentava un traguardo per l’industria navale iraniana: era infatti il primo cacciatorpediniere dotato di quattro motori nazionali “Bonyan 4”.

Sul piano militare, disponeva di un armamento consistente, inclusi sistemi di lancio verticale. Il suo sistema di controllo del tiro, secondo le informazioni disponibili, era capace di monitorare fino a 40 bersagli e di ingaggiarne simultaneamente cinque.

Tra le dotazioni figuravano missili terra-aria e quattro missili antinave Qader. L’equipaggiamento era completato da un cannone Fajr-27 da 76 mm, un sistema antiaereo Fath-40 da 40 mm, due cannoni Oerlikon da 20 mm, due mitragliatrici pesanti da 12,7 mm e due lanciasiluri tripli da 533 mm. Il radar Asr garantiva una copertura a 360 gradi con una portata di circa 300 chilometri.

La nave è stata distrutta da un siluro Mk48, un sistema d’arma avanzato con un costo stimato di circa 3,5 milioni di dollari, in grado di colpire bersagli fino a una distanza di circa 70 chilometri.

admin