Nella quarta settimana di guerra in Iran, il conflitto registra una nuova e pericolosa escalation. Dopo l’attacco attribuito a Teheran contro la base Usa-Regno Unito sull’isola di Diego Garcia, a oltre 4.000 chilometri di distanza, le Forze di Difesa Israeliane avvertono che i missili iraniani sarebbero in grado di raggiungere anche capitali europee come Roma, Berlino e Parigi.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno colpito l’impianto nucleare iraniano di Natanz, in un’operazione che aumenta ulteriormente la tensione nella regione. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha lanciato un appello alla moderazione militare, sottolineando il rischio di possibili incidenti nucleari e chiedendo di evitare ulteriori escalation.
Israele, da parte sua, prende le distanze dall’azione americana, dichiarando di non essere coinvolto nell’attacco e di non voler rilasciare commenti in merito.
Sul piano diplomatico, i Paesi del G7 hanno invitato tutte le parti a fermare gli attacchi contro i civili e a garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale.
Intanto, la crisi si estende anche al fronte israeliano: un raid iraniano ha colpito la zona di Dimona, nel sud del Paese, provocando almeno 51 feriti.
