Nel 2024 oltre 1,17 milioni di persone hanno acquisito la cittadinanza in un Paese dell’Unione Europea in cui risiedevano abitualmente, segnando un aumento dell’11,6% rispetto all’anno precedente. Secondo i dati pubblicati da Eurostat, il numero complessivo ha raggiunto quota 1.177.232, con un incremento di oltre 122 mila nuovi cittadini rispetto al 2023.
A trainare la crescita sono stati soprattutto alcuni grandi Stati membri: la Germania ha registrato l’aumento più consistente (+88.900), seguita dalla Spagna (+12.300) e dalla Francia (+6.400). Guardando all’ultimo decennio, il fenomeno appare ancora più marcato: rispetto al 2014, quando le cittadinanze concesse erano poco più di 762 mila, si registra una crescita complessiva del 54,5%.
La distribuzione delle nuove cittadinanze resta fortemente concentrata: Germania (288.700), Spagna (252.500) e Italia (217.400) da sole rappresentano quasi i due terzi del totale europeo (64,4%). Più distanziate si collocano Francia (103.700) e Svezia (63 mila).
Sul fronte delle variazioni annuali, gli aumenti più significativi rispetto al 2023 si sono registrati in Danimarca (+86,4%), Slovacchia (+59,2%), Germania (+44,5%) e Malta (+38,8%). In controtendenza, invece, Romania (-67,9%), Estonia (-29,7%) e Ungheria (-28,3%) hanno registrato i cali più marcati.
Un dato rilevante riguarda l’Italia, che nel 2024 ha raggiunto un tasso di naturalizzazione del 4,1%, superiore alla media UE del 2,7%. Solo la Svezia, con il 7,5%, presenta un valore più elevato, mentre Spagna e Paesi Bassi si attestano al 3,9%. Questo indicatore, sottolinea Eurostat, misura il rapporto tra cittadinanze concesse e popolazione straniera residente, riflettendo anche l’impatto delle politiche nazionali.
In Italia, tra i nuovi cittadini prevalgono in particolare gli albanesi, i romeni e i marocchini, che rappresentano alcune delle principali comunità per origine tra coloro che hanno ottenuto la cittadinanza nel 2024.
A livello generale, la grande maggioranza dei nuovi cittadini europei (l’88%) proviene da Paesi terzi. I Siriani costituiscono il gruppo più numeroso (110.100 persone, pari al 9,3% del totale), seguiti da marocchini (97.100), albanesi (48 mila), turchi (41.300) e romeni (39.900).
Dal punto di vista demografico, emerge un profilo relativamente giovane: l’età media dei nuovi cittadini è di 31,7 anni, con oltre un terzo (37,4%) sotto i 25 anni. Si registra inoltre una lieve prevalenza femminile, con le donne che rappresentano il 50,9% del totale, rispetto al 49,1% degli uomini.